L’11 giugno Lucca celebra Barsanti e Matteucci

24 Maggio 2026

Una giornata dedicata alla storia e all’ingegno italiano nel nome di Eugenio Barsanti e Felice Matteucci. È questo il filo conduttore dell’iniziativa in programma l’11 giugno 2026, promossa dalla Fondazione Barsanti e Matteucci e dal Rotary Club Lucca, con il patrocinio del Comune di Lucca.

Un evento che culminerà con l’inaugurazione di un nuovo monumento donato alla città e collocato in piazza Monsignor Emilio Maggini, nell’area della fontana fra Porta San Pietro e la scesa delle Mura.

Il programma prenderà il via alle 17 nell'Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca (Palazzo delle Esposizioni) con il convegno “Storia di un’invenzione rivoluzionaria: il motore a scoppio di Barsanti e Matteucci”, un momento di approfondimento storico e scientifico dedicato all’eredità dei due inventori lucchesi e all’impatto internazionale della loro intuizione. L’incontro sarà coordinato dalla presidente della Fondazione Barsanti e Matteucci, Maria Luisa Beconcini, e vedrà la partecipazione di relatori del mondo accademico e scientifico.

Alle 18.30, in piazza Monsignor Emilio Maggini (dentro Porta San Pietro), si terrà la cerimonia ufficiale di inaugurazione del monumento, con i saluti delle autorità e lo svelamento dell’opera realizzata dalla scultrice Giulia Santarini, in collaborazione con il meccanico Paolo Ciorli e l’architetto Chiara Lazzari che ne ha curato l’inserimento architettonico.

Nel corso della cerimonia sarà inoltre messo in funzione il motore a scoppio ricostruito dal Club Moto d’Epoca Fiorentino sulla base dei progetti originali di Barsanti e Matteucci. Un momento particolarmente suggestivo che permetterà al pubblico di vedere in funzione una fedele ricostruzione storica dell’invenzione che segnò l’inizio della moderna motorizzazione.

A concludere la giornata sarà, alle 20 in piazza del Giglio, un momento musicale curato dall’Associazione Musicale Lucchese.

Giulia Santarini è una scultrice lucchese, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara. La sua ricerca artistica unisce materiali naturali, metalli ed elementi industriali, trasformati in opere scultoree e installazioni cinetiche. Nelle sue opere il movimento assume un ruolo centrale, fino alla realizzazione di sculture meccaniche in azione.

L’opera è costituita dai busti dei due personaggi realizzati con la tecnica degli anellini in rame saldati fra loro, una tecnica molto familiare alla scultrice; all’interno, un meccanismo di elementi messi in rotazione dalla pressione dell’acqua raffigura l’invenzione, ed il tutto è racchiuso da un cerchio, anch’esso rotante, simbolo del mondo delle idee in cui il sodalizio fra gli scienziati e la loro invenzione prendono vita.

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