L'11 giugno 2026 la città di Lucca ha reso omaggio ai due inventori inaugurando il monumento collocato in Piazza Monsignor Emilio Maggini, all'interno di Porta San Pietro.
Il monumento rappresenta il riconoscimento permanente della città nei confronti di Barsanti e Matteucci che, con la loro intuizione e il loro lavoro, hanno posto le basi della moderna motorizzazione, cambiando il corso della storia e della tecnologia.
L’opera è stata realizzata dalla Fondazione Barsanti e Matteucci ETS con la partecipazione del Rotary Club Lucca che, sotto la presidenza di Nicola Giannecchini, ha dedicato a questo progetto il service dell'annata 2025-2026, coinvolgendo numerose aziende del territorio che hanno scelto di sostenerne concretamente la realizzazione. Tra le aziende che hanno contributo: Acqua Silva, Akeron, Cartiere Modesto Cardella, Cartografica Galeotti, C.E.L.F.A., Foto Alcide, Giglioli, Grand Hotel Guinigi, Gruppo Giannecchini, Guidi Gino, Italian Decoration, Lucar, Martinelli Impianti, Orti di Via Elisa e Vando Battaglia Costruzioni.
Un esempio di collaborazione tra istituzioni, associazioni e mondo imprenditoriale che ha consentito di donare alla città un'opera destinata a custodire nel tempo la memoria di Barsanti e Matteucci.

Il progetto ha inoltre visto la collaborazione del Comune di Lucca e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, con i quali la Fondazione ha condiviso il percorso autorizzativo e progettuale che ha portato all'individuazione della collocazione definitiva del monumento.
Il monumento rappresenta molto più di un'opera artistica. È il segno tangibile di una memoria restituita alla città, un invito a riscoprire il valore della ricerca scientifica, dell'ingegno e della capacità di innovare che hanno reso Barsanti e Matteucci protagonisti di una delle più importanti invenzioni della storia.
Con questa opera, Lucca rinnova il proprio legame con due uomini che hanno saputo guardare oltre il loro tempo, lasciando un'eredità che continua ancora oggi a parlare al mondo.
Il monumento è stato realizzato dalla scultrice Giulia Santarini, in collaborazione con il meccanico Paolo Ciorli, e l’architetto Chiara Lazzari che ne ha curato l’inserimento architettonico.
La scultura, alta 1,60 metri, raggiunge un'altezza complessiva di 3,65 metri considerando il basamento e il grande anello che racchiude l'opera.
I busti di Barsanti e Matteucci sono realizzati con la tecnica degli anellini di rame saldati tra loro, cifra stilistica dell'artista. All'interno dell'opera prende vita un meccanismo di elementi metallici messi in movimento dalla pressione dell'acqua della fontana, a evocare l'invenzione del motore a scoppio e il dinamismo che da essa ha avuto origine. Il grande cerchio esterno richiama simbolicamente il mondo delle idee, della ricerca e dell'innovazione, nel quale il sodalizio tra i due scienziati continua ancora oggi a ispirare nuove generazioni.
Giulia Santarini è una scultrice lucchese, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara. La sua ricerca artistica unisce materiali naturali, metalli ed elementi industriali, trasformati in opere scultoree e installazioni cinetiche. Nelle sue opere il movimento assume un ruolo centrale, fino alla realizzazione di sculture meccaniche in azione.
Per info: https://www.giuliasantarini.it/it - Instagram: giuliasantariniscultura

L'inaugurazione del monumento si è svolta l'11 giugno 2026 in Piazza Monsignor Emilio Maggini, alla presenza delle autorità, dei rappresentanti del mondo accademico, delle associazioni, delle aziende che hanno sostenuto il progetto e di numerosi cittadini.
Particolarmente emozionante è stato il momento dello svelamento dell'opera, seguito dalla messa in funzione della ricostruzione del motore di Barsanti e Matteucci, realizzata dal Gruppo Barsanti e Matteucci del Club Moto d'Epoca Fiorentino (CMEF), che ha consentito al pubblico di vedere nuovamente in funzione il primo motore a scoppio della storia.
La giornata si è conclusa nella stessa piazza con un apprezzato momento musicale a cura dell'Associazione Musicale Lucchese, che ha accompagnato il pubblico al termine della cerimonia, contribuendo a rendere ancora più significativa una giornata dedicata alla memoria, all'arte e all'ingegno di due tra i più illustri cittadini di Lucca.
Uno dei momenti più emozionanti della giornata è stato la messa in funzione della riproduzione del motore di Barsanti e Matteucci, realizzata dal Gruppo Barsanti e Matteucci del Club Moto d'Epoca Fiorentino (CMEF) sulla base dei progetti originali dei due inventori lucchesi.
Il motore rappresenta una riproduzione fedele dell'invenzione che ha segnato una svolta nella storia dell'ingegneria. La sua realizzazione ha richiesto oltre 5.000 ore di lavoro e la costruzione su misura di più di 350 componenti, frutto di un'approfondita ricerca condotta sulla documentazione originale conservata presso la Biblioteca del Museo Galileo di Firenze. Un lavoro complesso che ha visto la collaborazione di tecnici e specialisti del settore e l'impiego di avanzate tecniche di lavorazione meccanica per riprodurre con assoluta fedeltà ogni dettaglio del motore.
Vederlo nuovamente in funzione, a oltre 170 anni dalla sua invenzione, ha rappresentato un momento di grande suggestione, permettendo ai presenti di comprendere concretamente il valore dell'intuizione di Eugenio Barsanti e Felice Matteucci e il ruolo fondamentale che essa ha avuto nello sviluppo della moderna motorizzazione.
La cerimonia di inaugurazione del monumento è stata preceduta dal convegno "Storia di un'invenzione rivoluzionaria: il motore a scoppio di Barsanti e Matteucci", coordinato dalla Presidente della Fondazione, Maria Luisa Beconcini, che ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo scientifico, accademico, industriale e culturale.
Sono intervenuti Andrea Cantile, Presidente dell'Osservatorio Ximeniano, Amedeo Alpi, Vice Presidente dell'Accademia dei Georgofili, Giuseppe La Motta, rappresentante di Baker Hughes Nuovo Pignone, Francesco Fabbri, Responsabile Relazioni Esterne del Gruppo Barsanti e Matteucci del Club Moto d'Epoca Fiorentino (CMEF), Luca Manneschi, Presidente della Commissione Cultura dell'ASI, e gli artisti Giulia Santarini e Paolo Ciorli, autori del monumento.
Attraverso prospettive diverse ma complementari, gli interventi hanno ricostruito la vicenda umana e scientifica di Barsanti e Matteucci, approfondendone il contributo all'evoluzione della tecnica, il riconoscimento storico della loro invenzione e il significato dell'opera inaugurata.
Per maggiori informazioni: info@barsantiematteucci.it.
